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L'autismo sale in pedana

«Credo che la scherma abbia tanto da dare ai ragazzi autistici: incrementa la comprensione dei gesti dell’avversario, che sta a mezzo metro di distanza; sviluppa il sistema attentivo, è un ottimo esercizio a livello metacognitivo, consolida l’autostima quando il colpo va a segno, insegna una buona percezione corporea e un coordinamento dei quattro arti sull’asse»

SCHERMA E AUTISMO

La finalità del progetto, realizzato in collaborazione con Proetto AITA onlus,  è favorire l’inclusione sociale, di ragazzi con disturbo dello spettro autistico in un contesto ludico, utilizzare le peculiarità della disciplina scherma serve a implementare alcune capacità dei bambini autistici, e infine, dare loro la possibilità  di praticare attività sportiva a livello agonistico.
La scherma come tutti gli sport di combattimento ha importanti risvolti metacognitivi:

  • rafforza l’abilità di percepire l’altro;
  • insegna a leggere i movimenti dell’avversario;
  • comprenderne gli stati d’animo dell’avversario;
  • distinguere i movimenti potenzialmente minacciosi;
  • esalta le capacità cognitive di strategia e problem solving;

In teoria, la scherma, è uno sport individuale ma in realtà sia le modalità di combattimento, in cui l’avversario è a pochi metri, sia le modalità di strutturazione dell’attività lo rendono a tutti gli effetti uno sport socio-relazionale che esalta le capacità di integrazione interpersonale.
La strategia di combattimento, pone sempre lo schermitore nelle condizioni di cercare di capire le intenzioni dell’avversario e di trovare le soluzioni ottimali per mettere a segno “la stoccata”, ed è quindi eccellente per sviluppare le abilità metacognitive come ad esempio la “teoria della mente”, particolarmente deficitaria nelle persone con autismo.
Migliorare queste capacità per i bambini autistici è fondamentale per la loro vita.

MODELLO DI LAVORO

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Tutor psicologi

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Bambini neurotipici

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Supervisione medica

L’inserimento dei bambini/ragazzi con disturbo dello spettro autistico nell’Accademia di Scherma Lia, avviene  attraverso un lavoro di èquipe che permette di valutare in maniera puntuale le competenze di base: linguaggio, abilità adattiva, capacità di problem solving, comportamenti problema ecc.
Il  modello di lavoro prevede la presenza di maestri di scherma qualificati e certificati che hanno ricevuto una formazione sulla gestione e la comprensione dei comportamenti tipici delle persone con disturbo dello spettro autistico e ricevono costante supervisione al fine di poter valorizzare le abilità dei ragazzi in pedana e in gara. Inoltre i ragazzi  sono affiancati da “tutor di sala”, ovvero psicologi o terapisti che hanno una formazione specialistica sui disturbi del neurosviluppo e sull’inclusione attraverso progetti ludico-sportivi, in un rapporto di 1:2 o 1:3 a seconda delle esigenze. I gruppi sono divisi in base all’età e al livello tecnico raggiunto dai ragazzi.

OBIETTIVI

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Attività tecnica schermistica

condivisione

Aumentare la qualità degli spazi relazionali condivisi

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Sviluppare, attraverso l’imitazione, competenze e strategie di coping e problem solving

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Consolidare l’autostima

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Rafforzare l’abilità di percezione dell’altro e di prestare attenzione al fine di leggere i movimenti dell’avversario

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insegnare una buona percezione corporea e il coordinamento dei quattro arti sull’asse

CONTATTACI

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